Questo non ve lo dovete perdere per nessuna ragione AL MONDO che è tanto bello e tutto tondo...

È da tempo che oramai posto diversi documenti su FB. Lo scopo di questi interventi è di consentire la visione di documentari che aiutano l'apprendimento e l'approfondimento di temi che ho trattato nei miei episodi. Questo documentario è importante perché mostra nel pratico il fenomeno brit jazz funk nella Londra del 1980.

Evento musicale importante che suggerisce una temporanea giunzione tra la produzione dal vivo ed in studio di brani complessi richiedenti una discreta sezione fiati che vengono fruiti nei club da una pubblico consistente.

Altro aspetto è la fondazione di una base musicale che farà da canovaccio a quasi tutto il boogie e la dance di matrice R&B in Inghilterra ed in Europa. Consentendo agli esportatori di vinile di incrementare il loro traffico e di inziare ad aprire nuovi canali con magazzini ed in alcuni casi i negozi di dischi italiani. Caso specifico alla mia esperienza che nel 1982 era City Music in Vico del Fieno a Genova, negozio che aveva molti singoli ed album di produzione inglese che venivano proposti ai clienti usi all'acquisto di stampe americane di discofunk, boogie e soul.

Terzo aspetto importante è la base per tutta l'acid jazz che negli anni novanta ci porta Galliano, Incognito, per il Pop con Sade e per l'house con una serie di produzioni a cavallo tra la proto cosmic funk house e l'house vera e propria che poi influenzerà tutta l'Europa diramandosi in vari filoni che a loro volta saranno di influenza anche per i generi lontani al jazz-funk inglese come la Techno, la Deep etc.

È imporante anche notare come questo 'evento' possa essere visto come la parte finale di un processo di produzione di musica da parte di musicisti e di professionisti competenti nella musica (arrangiatori, compositori, parolieri, direttori di sezione ecc...). Dopo il 1981 il processo di produzione musicale viene sempre più contraddistinto dall'intervento di un sempre minore numero di partecipanti fino ad arrivare ai cosiddetti 'one mand band' (circa 1984-85) del pop come Nik Kershaw per esempio, che basano tutta la loro ricchezza timbrica sull'uso di sintetizzatori (ancora niente campionatori qui).

Da qui ci si distanzia ancora ulteriormente con un processo che possiamo verficare attivo anche ai nostri giorni dove vediamo singoli soggetti incapaci di suonare/leggere o capire la musica nel suo aspetto tecnico, ma che producono musica venduta regolarmente nei mericati.

In questo documentario potete anche vedere come il jazz sia stato utilizzato per portare alla dance un signifcato più alternativo: qui si aprirebbe un discorso enorme su come il jazz nel funk e nella funk fusion abbia influenzato una miriade di produttori che nei loro brani techno e new disco-house inseriscono accordi chiaramente ispirati dalle opere di Chick Corea, Quincy Jones, Herbie Hancock, e molti altri protagonisti del jazz funk mondiale.

Non ultimo come importanza è la suddivisione in tribù (sebbene apparentemente pacifiche) che distinguono i vari gruppi proprio come in altri ambiti culturali, le crew, le posse, le gangs ed altre affiliazioni hanno provato che questo è un aspetto di primaria importanza negli scenari della musica underground.