Oggi è felicemente arrivato qui nella Marble Room (camera mia per chi ancora non lo sapesse) un testo che non sapevo nemmeno fosse stato pubblicato. Per tempo ho cercato questo testo online, come PDF o su qualche sito accademico anche a pagamento ma... nisba.

Finalmente, insistendo periodicamente con la ricerca ho scoperto che lo avevano pubblicato con quaranta anni di distanza (forse più) nel 2017. Questo libricino che sembra una di quelle pubblicazioni ispirate a complotti interstellari con alieni, mostri, e congetture fantapolitiche, è invece il report commissionato dagli esecutivi della Columbia Records nel 1970 per sapere quanto sarebbe stato difficile penetrare nel mercato della Soul-Music allora controllato principalmente da etichette discografiche indipendenti. Il report stilato da ambiziosi giovani accademici di Harvard, mostra un insieme di dati e di verità commerciali del mondo della Soul-Music fine '60 che spiega come fosse vantaggioso per una major fornita di un ottimo budget, infiltrarsi in questo mercato.

La storia ci insegna che quando c'è qualcosa di bello di solito arriva una bella corporation e Gnam!!!......si mangia tutto quello su cui riesce a mettere le grinfie. Si capisce anche che solo una Major con un budget molto alto è in grado di coprire i costi per la preparazione di un Budget dettagliato e che prende in esame tutto il territorio nordamericano. Dalla lettura del testo si riesce già ad intravedere la razzia che le major faranno in certe aree, per esempio a Chicago, dove il loro ingresso causerà la chiusura di un gran numero di etichette indipendenti mettendo la parola fine a una prolifica produzione di 45 giri so soul di R&B e di Funk Bogaloo e dando inizio alla produzione di un grande numero di artisti con più o meno talento, ma con un budget estremamente alto. Sto attualmente utilizzando questo libricino (70 pagine) nella discussione sulla produzione musicale del soul/funk/jazz nei primi anni settanta.

Trovate The Harvard Report: A Study of the Soul Music Environment Prepared for Columbia Group (in inglese) su Amazon.