Spesso mi viene chiesto quali siano i miei 20 Album preferiti. La risposta molto semplice: NON ESISTONO. Spiego perché.

Paolandia e Guglielminia

Con la mia conoscenza, limitare a 20 dischi è impossibile. Va a fasi, non esiste proprio nella mia testa. Purtroppo la risposta è Paolandia. Poiché vivo con la musica 24 ore su 24 dal 1978 ci sono troppi brani che mi appassionano a fasi alterne. Non è possibile per me preferirne solo 20, altrimenti sarebbe negare la verità sugli altri 480 circa. Per cui ti allego la lista di Paolandia che è la lista dei pezzi che mi piacciono di più è che ho amato in tutti i miei ultimi 40 e passa anni di ascolti. Ridurre oltre a questa quantità è impossibile.

Dopo di questa ti allego anche la lista di Guglielminia, che rappresenta la mia essenza musicale Guglielmina, e cioè in certi momenti Guglielminia prevale su Paolandia ed allora tutti i suoi pezzi mi prendono e non riesco più a liberarmi la mente dal loro incedere continuo. La mia testa diventa un teatro della musica Guglielmina. Quindi direi Paolandia e Guglielminia rappresentano la roccaforte delle mie passioni musicali più intense.

Pensa per esempio a questo pezzo:

è tutto il giorno che l'ascolto e fino a quando non scopro cos'è impazzisco. Mi rimane in testa ossessivamente, quando poi lo trovo me lo compro, lo digitalizzo passandolo dal giradischi al computer, va dritto su Paolandia e me lo pompo per 1 o 2 anni; poi smetto e poi dopo anni ricomincio di nuovo, e così per centinaia di altri pezzi.

Questo, fino all'anno scorso lo ascoltavo 5 volte a settimana:

adesso un po' meno, ma ancora mi fa impazzire. Lo ascoltavo sul Megamix Broadway 1 che a sua volta mi fa ancora impazzire adesso e che secondo me è il mixer più riuscito tra tutti quelli che esistono. Questo non ha mai smesso di attizzarmi.

Le riscoperte

Poi ci sono le riscoperte. Ce ne sono state due importantissime in questi ultimi 10 anni. L'ultima in termini cronologici è questa:

questo dei DeBarge lo ho nelle cassettine che registravo a casa a Genova nel 1981 e non ho mai saputo cos'era. Un giorno, 5 mesi fa circa cercando tra alcuni dischi di Modern Soul, mi è capitato questo e sono schizzato dalla sedia. Dopo più di 40 anni l'ho ritrovato.

La seconda scoperta epocale invece risale alla presenza di Walter, un mio caro flat-mate. In pratica c'era ancora Walter con noi; era in cucina e razzolava col mio iPod, mentre ad un certo punto mette questo pezzo:

e io dico: "Wow! Ma com'è possibile!? Da dove viene fuori?" e lui: "Dal tuo iPod!". In pratica io avevo fatto un bulk download di tracce da eMule senza ascoltarle e le avevo messe sull'iPod. E salta fuori "The Disco Scene", super obscure, ma che c'è nelle cassettine di Genova dell'81. Cioè anche qui, dopo 40 anni, trovo un pezzo della mia adolescenza e non riesco a non ascoltarlo.

Questi sono esempi di come sia impossibile dire "i best del best".

Il problema dei copyright claims su YouTube

Certe riscoperte sono "a tempo"! E cioè: YouTube ad un certo punto riceve copyright claims, le tracce vengono tolte ed i links da discogs.com non funzionano più. Nell'esempio che ti ho appena messo, due anni fa i links c'erano, ed è così che io ho scoperto Isaac Brown Band's "The Incredible Hulk", che è andato subito in Paolandia. Ma adesso non sarà più possibile scoprirlo questo LP; non lo conosce nessuno e non c'è più su YouTube, tra l'altro è un LP di rock e questo è l'unico pezzo boogie. Quindi a meno che non ne parli io o chi lo conosce, verrà completamente dimenticato come se non esistesse, grazie ai copyright claims. Che senso ha applicarlo su musica vecchia? Che senso ha togliere questi reperti musicali da YouTube? Non vengono neanche ripubblicati. Così è come toglierli dalla circolazione, come se gli dessero fastidio.

È questo il dramma del rapporto collezionisti/sistema. Paolandia versus Top 20.

La semplificazione

Poi ricordo anche che le top charts tradizionali di Billboard anche nella R&B sono Top 100. Non so come dire, guardando la vita passata un poco più in dettaglio si riscontrano mondi e rifugi estetici di un tale valore che il modello semplificativo del "10, 20 o 30" non riescono né a descrivere né a rappresentare o ad includere. In realtà il top 20 è un modello utilizzato dalla "promozione" dai "promoters" per limitare i consumables ad una quantità delimitata di prodotti su cui focalizzare l'attenzione dei consumatori, ed è in un certo senso uno dei modi di irretimento che sta nell'agenda dei media già da parecchio tempo; YouTubers con poca poca cultura e poca sensibilità storica hanno accolto a braccia aperte questa moda dei Top 5, dei Top 10 ecc. Ne ho downloadate un po' e tutte quante sono incomplete, semplificanti, limitate, grezze, grossolane, inutili; mancano di completezza insomma, ma proprio mancano di anche un quarto della completezza che potrebbero avere se fossero estese a due o trecento elementi.

Conclusione

Gli uomini producono una grande quantità di beni artistici e l'attività umana di review fallisce nel momento in cui non riesce a comprenderne una certa quantità perché fa ingiustizia a tutte quelle opere che non riesce recensire. Per cui non si avrà mai un vero progresso culturale se ci si ferma a queste semplificazioni, perché non si costruisce una conoscenza comune di una consistente mole di lavori già fatto che possono costituire un precedente, un esempio, un modo per comprendere il collegamento con la musica del presente, una risoluzione di un problema musicale e/o di produzione, eccetera.

Ho fatto anche un bel video al riguardo :-)